Riassunto di La bambina e il segreto del tempo

 Ecco un breve riassunto dello SPETTACOLO MUSICALE liberamente ispirato al racconto “MOMO” di Michael Ende. Tutte le canzoni scaricabili dal QR code vengono eseguite nel corso dello spettacolo.

00 INTRO FLAUTO

Momo è una ragazzina orfana che vive fra le rovine di un vecchio anfiteatro. È molto povera, ma in realtà non le manca nulla, perché ha molti amici che si prendono cura di lei e le vogliono bene.

01 MOMO

Quando qualcuno è triste o arrabbiato, o in conflitto, si reca da Momo e lei sa come riappacificare i cuori: semplicemente ascoltando. Il suo più grande dono è una dote non comune: mettersi in ascolto.

02 GRANDE ORECCHIO

Tra i numerosi amici di Momo ce ne sono due molto speciali: uno è vecchio, l’altro giovane, e sono entrambi molto diversi tra loro.

Beppo Spazzino è un saggio ometto che tutto il giorno spazza le strade con la sua fedele scopa, con calma e precisione: il suo motto è: “Vai piano, così potrai vedere le cose intorno a te”.

03 BEPPO SPAZZINO

L’altro amico è il giovane Gigi, detto Cicerone, perché ha il dono di saper raccontare storie incredibili. Quando sta vicino a Momo la sua abilità di cantastorie è al massimo, e l’ispirazione non gli manca mai.

04 IL POETA CANTASTORIE

Purtroppo qualcosa di oscuro e inquietante minaccia questa meravigliosa amicizia: da un po’ di tempo, misteriosi individui vestiti di grigio con sigaro, bombetta e lucide valigette stanno invadendo la città. Viaggiano su eleganti automobili, e ogni giorno aumentano di numero.
Qualcosa è cambiato nel vecchio anfiteatro. Infatti Momo si accorge ben presto che i bambini suoi amici sono sempre più impegnati in attività extrascolastiche, non hanno più il tempo di giocare con lei, e di giorno in giorno le capita di ritrovarsi sempre più spesso sola.
Un giorno Momo, sui gradini del vecchio anfiteatro, vede con stupore una strana bambola a grandezza umana. È alta, bionda e bellissima, ma molto strana.
Alle domande di Momo e al suo tentativo di fare giochi creativi, la Bambola Perfetta ripete sempre le stesse frasi registrate nel suo disco interno. Momo comincia così ad annoiarsi, e vorrebbe abbandonare la bambola, ma non ci riesce, perché ne è come ipnotizzata.
In quel mentre arriva un signore elegante, vestito di grigio, che fumando un sigaro le spiega come si deve giocare con quella Bambola Perfetta, agghindandola con svariati accessori.

05 AVERE DI PIU’

Il Signore Grigio rivela poi a Momo che quello che conta veramente nella vita è avere soldi e successo: solo così si può essere amati. Momo non è d’accordo, ma il signore Grigio rincara la dose rivelandole che è grazie all’avidità degli uomini se lui e i suoi compari sono diventati ricchi e potenti. Hanno infatti convinto gli uomini a depositare la loro “energia vitale” nella Cassa di Risparmio del Tempo, facendo loro credere di risparmiarlo. In realtà questo Tempo sottratto agli uomini serve ai Signori Grigi per vivere, proprio come i vampiri si nutrono di sangue umano. Accortosi di aver parlato troppo, il Signore Grigio intima a Momo di dimenticare tutto, e si allontana trafelato.

06 LADRI DI TEMPO

Momo parla della sua avventura con i suoi amici; anch’essi si sono accorti che c’ é qualcosa di strano nel comportamento dei loro genitori: gli adulti hanno sempre meno tempo da dedicare loro, e vanno sempre più di fretta.
Rimasta nuovamente sola, Momo avverte un solletico al piede e si accorge che una piccola tartaruga vuole salirle in braccio. La sua corazza si illumina magicamente formando delle parole. “Vieni con me”, le dice. Momo segue la tartaruga attraverso la città, procedendo molto lentamente.
Giunta ad una stradina bianca e stretta, chiamata Vicolo di Mai, un vento impetuoso la respinge indietro. Grazie alle parole della tartaruga, Momo comprende che l’unico modo per procedere lungo quella strada è camminare all’indietro, senza vedere dove sta andando.

07 LA CASA DI NESSUN LUOGO

Al termine del percorso la ragazzina si ritrova in un luogo incantato, la Casa di Nessun Luogo, dove vive il saggio Mastro Hora, un anziano signore dai capelli d’argento, vestito con abiti antichi.
Mastro Hora conduce Momo nella stanza degli orologi e le offre una sostanziosa merenda, e le spiega chi sono veramente i Signori Grigi: non esseri umani, ma vampiri del Tempo. Vivono cioè dell’energia vitale sottratta agli uomini.
Quando Momo gli chiede come fa a sapere così tante cose, Mastro Hora rivela di essere il Guardiano del Tempo, colui che dona ad ogni uomo il suo proprio Tempo: sta poi ad ogni essere umano decidere come utilizzarlo. Il saggio conduce poi Momo in una grande salone, dove le mostra il Pendolo Magico della Vita, sospeso su uno specchio d’acqua: qui, da un piccolo germoglio, nascono crescono e sbocciano le Orefiori, fiori colorati sempre nuovi destinati poi a sfiorire e a morire per poi rinascere ancora più belli.
Momo chiede che cosa sono le Orefiori: esse, le rivela Mastro Hora, sono le ore di prezioso tempo donate agli uomini. Momo sente il suo cuore battere all’unisono con i numerosi orologi della sala e, avvolta da una dolce musica, si addormenta in un’atmosfera di pace.

08 CANZONE DEL TEMPO COSMICO

Al suo risveglio Momo si ritrova nel vecchio anfiteatro. Lei non lo sa, ma è trascorso un anno, un mese e un giorno dal suo allontanamento. Nel frattempo i Signori Grigi, ritenendola una minaccia per l’umanità, l’hanno cercata dappertutto. Non trovandola, hanno deciso di annientarla separandola dalla sua ricchezza più grande: gli Amici.
Con Gigi Cicerone è stato facile: lo hanno reso ricco e famoso, appare sempre in TV e sui social a raccontare le sue storie. Ma a forza di correre come una trottola senza mai fermarsi, Gigi si sente triste e svuotato, ha perso l’entusiasmo di un tempo e ora racconta all’infinito sempre le stesse storie, non avendo più il Tempo per inventarne di nuove.
Con Beppo Spazzino l’impresa è stata più difficile: lui non ha dimenticato Momo, e ha rivelato alla polizia l’esistenza dei Signori Grigi. Nessuno però gli ha creduto, lo hanno preso per matto e lo hanno rinchiuso in un manicomio. L’unico modo per uscirne è restarsene zitto, cosa che Beppo fa. Ma quando può finalmente ritornare a casa, è diventato il fantasma di sé stesso. Senza più Momo, ora trascorre le sue giornate spazzando le strade frettolosamente, senza più la calma di un tempo.
Gli altri bambini amici di Momo, quelli che frequentavano il vecchio anfiteatro, sono ormai rimasti in pochi, e quei pochi sono considerati dei vagabondi. Così vengono rinchiusi nei Depo-bimbi, enormi casermoni dove i bambini restano dalla mattina alla sera e la loro giornata è rigidamente organizzata in giochi e attività strutturate, decise dagli adulti.

09 DEPOBIMBI

A Momo non resta altro da fare che cantare alle stelle, alle piante e agli animali, gli unici che ancora la ascoltano. È’ rimasta infatti completamente sola nel vecchio Anfiteatro.
Per fortuna Cassiopea, la tartaruga, fa capolino tra le foglie e le suggerisce di ritornare da Mastro Hora per chiedere consiglio. Ma Momo ha paura perché ormai i Signori Grigi la tengono d’occhio e cercano con ogni mezzo di entrare nella Casa di Nessun Luogo. La tartaruga insiste, e Momo ripercorre il Vicolo di Mai all’indietro. Ma come temeva, i Signori Grigi l’hanno seguita e stanno percorrendo all’indietro la strada bianca. Lungo il percorso, tuttavia, si dissolvono come fumo e non riescono ad entrare nella Casa di Mastro Hora.
Hora accoglie Momo con gioia e le spiega come fare per liberare il Tempo rubato e restituirlo agli uomini.
Sarà un’impresa molto difficile, ma solo Momo potrà metterla in atto.
Mastro Hora fermerà il Tempo degli orologi e la ragazzina avrà un’ora di tempo per trovare il Deposito di Tempo Rubato, e liberarlo. Momo tiene fra le mani una preziosa Orafiore, Hora batte per tre volte le mani e il Tempo si ferma, come congelato.
Tutto rimane immobile come in una fotografia, dai passanti agli automobilisti al cagnolino con la zampetta alzata per fare pipì. Solo i Signori Grigi, fatti di Tempo Rubato, riescono a muoversi, e si precipitano verso il Deposito di Orefiori rubate. Anche Momo li segue con Cassiopea la tartaruga, senza farsi vedere. Molti uomini Grigi si dissolveranno lungo la strada, altri strappandosi il sigaro di mano. Giunta dentro il Deposito, Momo vede che ne sono rimasti sei, seduti intorno ad un tavolo. Pensano di poter sopravvivere grazie alle scorte numerose, ma Cassiopea suggerisce a Momo di chiudere le porte del deposito di Orefiori, così che nessuno dei Grigi possa sottrarre altro Tempo. Momo lo fa, ma viene scoperta, e i Signori Grigi cercano di strapparle il fiore che tiene in mano, incespicando gli uni sugli altri.
Esauriti gli ultimi sigari fatti con le foglie essiccate delle Orefiori, essi sono destinati, uno dopo l’altro, a sparire… dissolvendosi. Quando Momo si accorge che non vi è più traccia dei Grigi, può finalmente liberare il Tempo Rubato spalancando le porte del Deposito. Qui, da milioni di scaffali, le Orefiori si librano in cielo ritornando nei cuori dei loro legittimi proprietari.

10 LE OREFIORI

Ora finalmente ogni essere umano ha ritrovato il Tempo di fare ciò che il suo Cuore gli chiede, senza più alcuna fretta. E il Tempo del Cuore è creatività, gioco, condivisione, armonia.